C’è chi dice no. Non in mio nome.
Decine di lavoratori e lavoratrici dello stabilimento Leonardo di Grottaglie (Taranto) hanno firmato e lanciato un appello per chiedere con forza lo stop a ogni fornitura bellica destinata a Israele e utilizzata per il genocidio a Gaza.
“Non possiamo accettare di sostenere col nostro lavoro, in nostro nome, il genocidio e la pulizia etnica in corso in Palestina, dal momento che Leonardo S.p.A. garantisce la fornitura di sistemi d’arma e tecnologie militari allo Stato di Israele.”
Per questo i lavoratori di Grottaglie, con un atto di grande coraggio e dignità, hanno chiesto un embargo immediato e vincolante di tutti i contratti in essere con Israele, la revoca retroattiva di ogni licenza, nonché la sospensione di tutti gli accordi commerciali e le relazioni di investimento con istituzioni israeliane, start-up, università ed enti in termini di ricerca, cybersicurezza e intelligenza artificiale, settori bellici strategici della macchina militare israeliana.
E l’appello è ancora più forte perché arriva dai lavoratori di Grottaglie, che lavorano e costruiscono esclusivamente materiale ad uso civile.
Ma - spiegano - “lo stipendio lo prendiamo da Leonardo e non vogliamo che siano soldi sporchi di sangue”.
Ci volevano i lavoratori per fare quello che né il governo né alcuna istituzione ha avuto davvero il coraggio di fare.
Ancora una volta tocca a lavoratori e cittadini fare supplenza morale al governo.
La pace, quella vera, si costruisce anche così: fermando le armi.
9 ottobre 2025